lunedì 3 ottobre 2011


sabato 1 ottobre 2011

Mantova, parte la Maratona Beethoven Tredici ore di musica nonostante i tagli


L'Orchestra da camera di Mantova

Una domenica di concerti e sonate nei teatri per iniziativa dell'Orchestra da Camera della città lombarda. Il maestro Fabiano: "Quest'anno il Comune ci ha dimezzato il budget, volevamo rinunciare, ma siamo andati avanti a costo di rimetterci"
Il 16 gennaio del 1770 un certo Wolfgang Amadeus Mozart, allora quattordicenne, tenne un memorabile concerto nel teatro Bibiena di Mantova, dove tuttora un busto e una targa ricordano l’evento. Poco meno di un anno più tardi, il 17 dicembre, a Bonn veniva battezzato quello che sarebbe poi diventato uno dei geni assoluti e incontrastati della musica classica: Ludvig van Beethoven. A distanza di 241 anni i destini dei due grandi musicisti e compositori si incrociano sulla via della città dei Gonzaga grazie a un’iniziativa dell’Orchestra da Camera di Mantova, che domenica 2 ottobre proporrà una maratona di 13 ore dedicata a Beethoven nei siti artistici più suggestivi e conosciuti della città.

Fra i tanti luoghi che domenica verranno toccati dalla non-stop musicale – che inizierà alle 10 per concludersi alle ore 23 – c’è anche il teatro accademico del Bibiena in cui aleggia ancor oggi lo spirito del talento di Salisburgo, rimasto affascinato dalla bellezza e dalla perfetta acustica della struttura. E chissà che effetto gli farà sentire il celebre pianista Alexander Lonquich intrattenere il pubblico su “Beethoven e i cinque concerti per pianoforte e orchestra. L’Umanesimo musicale ai tempi di Francesco II”. Fuor di metafora e di improbabili e improponibili confronti fra gli “spiriti” di due fuoriclasse della musica, quel che rimane è la straordinaria iniziativa che verrà messa in piedi dall’ensemble mantovano sulla scena ormai da trent’anni, nel corso dei quali sono arrivati moltissimi riconoscimenti internazionali, collaborazioni di prestigio e tournée in tutto il mondo.

L’originale proposta rientra nella programmazione – a dire il vero ne è il lancio – della diciannovesima stagione concertistica denominata “Tempo d’Orchestra”, costretta quest’anno a fare pesantemente i conti con i tagli alla cultura. Il Comune ha dimezzato il contributo, le fondazioni non hanno più le disponibilità di un tempo e i privati fanno sempre più fatica a tirar fuori soldi. Ma la musica deve continuare e il maestro Carlo Fabiano, direttore artistico dell’ensemble, ne è ben conscio: “Il problema dei tagli si fa sentire, inutile negarlo, e per una realtà come la nostra, che ha bisogno di un budget molto sostanzioso per mantenere alti, qualitativamente, i propri livelli di operatività, la situazione è drammatica; tanto che a un certo punto, mentre stavamo mettendo a punto il cartellone di quest’anno, abbiamo anche pensato di smettere. Poi ci siamo detti che era nostro dovere andare avanti, a costo di rimetterci, perché la musica è vita e come ha detto Nietzsche la vita senza musica non avrebbe senso, sarebbe un errore”.

Costosa – “ma necessaria” l’ha definita Fabiano – è anche la non-stop di 13 ore dedicata a Beethoven che domenica porterà – in ordine sparso – la musica del Genio di Bonn a Palazzo Te, Palazzo Ducale, nel teatro Bibiena (come già detto), nel teatro Sociale e nella rotonda di San Lorenzo. “Fra le nostre finalità – ha spiegato il direttore artistico dell’Ocm che ad agosto è stata protagonista al Reate Festival di Rieti diretta dal grande Kent Nagano – c’è anche quella divulgativa, ossia portare la musica alla gente senza troppi formalismi, ma con tanta passione e in piena libertà approfittando delle unicità artistiche e architettoniche che solo Mantova possiede. L’intento della maratona Beethoven è proprio questo”.

Per l’Ocm si tratta della terza puntata di una formula già collaudata in precedenza, sempre con grande successo: nel 2009 oltre duemila persone parteciparono alla giornata Haydn, proposta in occasione del 200esimo anniversario della morte del musicista; l’anno scorso i cameristi dell’ensemble per un giorno intero proposero le musiche di Chopin, Schumann, Brahms e Ravel nelle splendide sale del Palazzo Ducale.

Domenica la giornata si aprirà proprio nella reggia dei Gonzaga (sala dei Fiumi) alle ore 10 con il Trio n.1 op. 1 per toccare quindi Palazzo Te (ore 10.45, Sala dei Cavalli), dove si ascolterà una prima Sonata per violino e pianoforte, Teatro Bibiena (ore 11), sede di un incontro con il pubblico affidato ad Alexander Lonquich, Rotonda di San Lorenzo (ore 11.15) con estratti dell’opera quartettistica e Teatro Sociale (ore 17 e 20.45) per un viaggio attraverso i 5 straordinari concerti per pianoforte e orchestra. Te, Ducale e Rotonda torneranno, quindi, a proporre musica a orari cadenzati e accogliendo, a turno, l’una piuttosto che l’altra formazione da camera, fino alle ore 16.

Per informazioni: Orchestra da Camera di Mantova, tel. 0376 320110.

Da Il Fatto Quotidiano

martedì 27 settembre 2011

FINO ALLA FINE DEL GIORNO di OSVALDO PILIEGO (LUPO EDITORE)

Il pub di Settimio è l’approdo di generazioni perdute, il punto d’incontro di storie confinanti, di solitudini che annaspano nell’illusione di risolversi in cerca di una free way destinata a rivelarsi una diàspora. Le radici si sgretolano insieme alla sassosa terra salentina, incapaci di trattenere valori e tradizioni nell’incalzare disordinato di tempi nuovi e non certo migliori. Luca, Francesca, Dora, zio Franco, Emanuele… dalle storie della famiglia Peschici e dalla costellazione dei personaggi che incrociano le vicende di Danilo emerge un quadro di gente a volte ignara di tradire se stessa, totalmente partecipe delle inquietudini e delle corruzioni che segnano l’oggi in modo globale, immersa in un disorientamento a mala pena illuminato da barlumi di autocoscienza e dai legami affettivi che hanno nutrito l’infanzia. Dal coraggioso e coinvolgente romanzo di Osvaldo Piliego esce il Salento oscuro, nascosto a chi insiste a rifugiarsi in una pizzica mitizzata come emblema di purezza primigenia; è la denuncia di una penna “giovane” che, pur intrisa di nostalgia, rifiuta le panoramiche da cartolina per guardare ad occhi aperti la realtà e interrogarsi sui rischi che essa comporta.

Osvaldo Piliego ha trentatré anni, vive a Lecce. È laureato in Lettere moderne. Ha scritto per diverse riviste locali e nazionali. È giornalista pubblicista. Dal 2004 è direttore di Coolclub.it e collabora con il Nuovo Quotidiano di Puglia e Rockerilla. Ha organizzato centinaia di concerti con la cooperativa Coolclub e suona male la batteria da 15 anni.

lunedì 26 settembre 2011

due ultime uscite per Youcanpirnt di Tricase (Lecce)

Dodici Passi + due di Kristalia - Può un amore interrogarsi tanto? Un amore quando nasce non si interroga, vive e si evolve. I dubbi sono l’anticamera di tensioni che spezzano il volo. Quando ci sono domande che tormentano una relazione, è segno che dentro di noi qualcosa non ci convince, perché quando sentiamo i palpiti, partiamo “lancia in resta”. L’amore svela la verità, infatti, non siamo pronti in ogni momento della nostra vita ad abbandonarci a un sentimento così travolgente che mette a nudo la nostra anima. Siamo disposti a tutto quando amiamo, perché sul tappeto della verità c’è la nostra essenza, ciò che parla di noi e che solo a quella persona potremmo svelare. Per questo, ogni volta che ci “suicidiamo” cerchiamo di disintegrare quella parte di noi che sentiamo rifiutata. È una storia moderna, parallela alla realtà, che vive e si alimenta a distanza e che non riesce a morire nonostante l’impegno dei due protagonisti. A volte si allontana lui, per poi tornare; altre volte lo lascia lei per poi riaccoglierlo, sempre. Cosa li lega? Sono calamite che si respingono e si attraggono. Eppure… non si toccano quasi mai. Cosa nascondono Kairi e Lenny, e perché? Dicono che le malattie di un uomo sono commisurate al numero di segreti che ha. Quanti ne ha Kairi? E quanti ne ha Lenny? Sono disposti a rivelarli? Tutto il romanzo si snoda sull’ambiguità di una relazione voluta e respinta, che vive di palpiti e di disperazione. È una passione bruciante la loro, che fa scintille, tanto da consumarsi e però rigenerarsi ogni volta. La domanda è: cos’è l’amore?


Cose d’altri mondi di Nicoletta Niccolai - Per accedere ad una classe sociale superiore, un giovane Soofhiriano è costretto a compiere un’accurata analisi di una decina di pianeti. S’imbatte in esseri stravaganti, in menti tecnologiche o amebiformi, in personaggi tremendamente umani o al limite dell’assurdo che vivono la loro esistenza in modo diverso da quello che lui concepisce. Alla fine, con la mente dilaniata da un’infinità di torturanti dubbi, il ragazzo sarà costretto a prendere una terribile decisione.

mercoledì 21 settembre 2011

Sangue di nemico di Giacomo Toma (Lupo editore)


COMUNICATO STAMPA

Incontro con l’autore

Sangue di nemico di Giacomo Toma (Lupo editore)

La Feltrinelli Point di Lecce in via Cavallotti 7/a
Venerdì 23 settembre 2011 ore 18,00

Presenta Luigi Del Prete


Sarà presentato da Luigi del Prete il libro “Sangue di nemico” di Giacomo Toma (Lupo editore), venerdì 23 settembre 2011 alle ore 18,00 presso La Feltrinelli Point, di via Cavallotti 7/a Lecce.

L’occupazione dell’Arneo – vasto territorio posto all’estremità nord-occidentale della provincia di Lecce, caratterizzato da macchia mediterranea e pascoli – segnò la storia salentina negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale. La sollevazione popolare fu repressa dalle forze dell’ordine ma rappresentò comunque un’importante presa di coscienza per i braccianti, le cui condizioni di vita fanno da sfondo a questo romanzo corale ambientato a Monteroni, piccolo paese del Salento. Nucleo della narrazione è la storia del diciannovenne Alfredo, figlio di Enrico, calzolaio, e del suo amore per la coetanea Maria, costretta a condividere con la madre le fatiche dei campi. Entrambi sono protagonisti in un Salento all’apparenza immobile e lontano come un lembo di terra dimenticato nell’estremo sud, ma traboccante di varietà umane e personaggi genuini che ne fondano un’identità unica e irripetibile. Intorno all’amore di Alfredo e Maria è tutto un paese a muoversi e commentare i tempi e le vicende private, in un’epoca di confine tra il vecchio e il nuovo che si contende tra i pettegolezzi dei signori in piazza seduti attorno al solito mazzo di carte e la laboriosità inesauribile degli artigiani nelle botteghe, la religiosità delle perpetue a messa e la crudezza del lavoro nei campi di tabacco, la nascita di una grande fabbrica di scarpe pronta a stravolgere l’economia del luogo e la rivendicazione dei terreni incolti dell’Arneo, il tradizionale prestigio dei vecchi notabili del paese e la scaltrezza cinica di nuovi affaristi pronti a scalzare la vecchia guardia, anche in politica. E’ la modernità che mette in discussione un mondo arcaico ormai in decomposizione, basato su campagna e artigianato, per far posto ad un sistema nuovo e ad un’emancipazione ricca di incognite, in una regione le cui strade polverose continuano ad essere percorse dalle biciclette dei poveracci quando la Fiat Topolino fa la sua comparsa. Ed è la coscienza politica di un popolo semplice che esce dalla rassegnazione e dalla passività atavica cui il fatalismo culturale l’ha condannata per aggregarsi attorno ad un ideale comune in virtù del quale lottare e riscattare la propria dignità di uomini.

GIACOMO TOMA - E’ nato a San Cesario di Lecce il 15 maggio 1986 e vive a Monteroni di Lecce, nel cuore del Salento. Laureato in giurisprudenza, divide il suo tempo tra la pratica forense, la letteratura e la scrittura. “Sangue di nemico” è il suo primo romanzo.




Il bacio del gronco di Gilles Del Pappas (Edizioni Controluce)


COMUNICATO STAMPA

FESTIVAL DELLA LETTERATURA MEDITERRANEA DI LUCERA

23 – 25 settembre 2011 Lucera (FG)

Il bacio del gronco di Gilles Del Pappas (Edizioni Controluce)

24 settembre 2011 ore 10.00 presso l’ITC Vittorio Emanuele III
Introduce Luca Sulis

          
Sicuramente il Festival della Letteratura Mediterranea di Lucera è uno degli eventi più importanti culturali europei del nostro tempo. Il Festival di Lucera si erge come un faro della più alta qualità dello spirito umano. Il suo obiettivo da sempre lodevole è stato quello di riunire una nutrita schiera di scrittori di diverse culture, non solo del bacino del Mediterraneo, ma anche provenienti dai più disparati angoli del mondo, per realizzare una armonica torre di Babele, dove differenti culture e lingue si mescolano felicemente per creare un paradiso sulla terra. E non è un caso che proprio in occasione di questo Festival la casa editrice Controluce (che dalla sua fondazione ha scelto di dare grande visibilità alla migliore produzione che una cultura senza frontiere può offrire al pubblico italiano e non solo dall'Australia alla Cina, dall'America Latina al vicino est europeo) porti il 24 settembre 2011 presso l’ITC Vittorio Emanuele III di Lucera alle ore 10,00, una delle voci più autorevoli a livello mondiale del noir mondiale. Parliamo di Gilles del Pappas, marsigliese, erede di una grande tradizione letteraria e umana proveniente dalla malfamata Marsiglia

Il bacio del grongo è il romanzo che inaugura le avventure di Costantin il greco, una delle più fortunate serie del polar mediterraneo. Pare che a Marsiglia, per fare una buona zuppa, basti pescare una donzella guizzante, aggiungere un vecchio pescatore còrso con il suo battello, il sole e qualche bel calanco. A metà cottura, si butta nel brodo uno sbirro psicopatico, un losco Noir Marron della Guyana, un’introvabile miniera d’oro e due o tre cruenti omicidi! “E io, Costantin il greco, ero ben lontano dall’immaginare il colossale pasticcio che tutto questo stava per produrre!”


Gilles Del Pappas è nato a Marsiglia nel 1949 da padre greco e madre italiana. Regista e fotografo, è autore di dodici romanzi e ha vinto il Grand Prix Littéraire de Provence 2002.


sabato 17 settembre 2011

Corteo anti-Lega a Venezia Scontri con la polizia, occupati i binari


Il consigliere comunale Beppe Caccia, rimasto ferito durante gli scontri 
(foto You Reporter)


Circa mille persone, in testa uno striscione con la scritta “Lega ladrona”. Il corteo organizzato da centri sociali, partiti e associazioni anti-razziste a Venezia arriva a meno di ventiquattr’ore dalla Festa del popolo padano. E, fin da subito, la tensione è alta, con la polizia in assetto antisommossa che blinda le strade. Le tensioni cominciano davanti al Ponte degli Scalzi, non lontano dalla stazione ferroviaria, quando alcuni manifestanti tentano di forzare il cordone delle forze dell’ordine, che rispondono con una carica. Da lì partono dal corteo fumogeni e una bomba carta. Il risultato è che ci sono una ventina di feriti: 12 tra polizia e carabinieri e una mezza dozzina tra i manifestanti; tra questi il consigliere comunale Beppe Caccia che, insieme ad altri esponenti del parlamento cittadino, procedeva nella prima fila del corteo con le mani alzate.

E che ci sarebbero stati tafferugli forse lo si poteva prevedere, visto che solo poche ore prima che cominciasse la manifestazione Questura e Prefettura avevano negato la possibilità di sfilare lungo il percorso richiesto, da Strada Nova a Santa Margherita passando per Rialto e San Marco. Ma gli organizzatori hanno deciso di dire no al divieto imposto dalle istituzioni.

Nel pomeriggio sono stati occupati per circa mezz’ora anche i binari della stazione di Santa Lucia. Il traffico dei treni ha poi ripreso intorno alle 18:50 con pesanti ritardi.

da Il Fatto Quotidiano

giovedì 15 settembre 2011

Kurumuny un libro + CD

Carissimi, siamo felici di annunciarvi che esce per Kurumuny un libro + CD che riguarda  il più importante protagonista della storia della Pizzica Salentina, una vera e propria pietra miliare del "morso dlla taranta". Ci sono scritti di Teresa De Sio, Pierfrancesco Pacoda, Flavia Gervasi, Milena Magnani, solo per citarne alcuni. Se volete recensirlo con grande piacere vi spediamo una copia saggio. Mandateci i vostri recapiti postali e provvederemo nel più breve tempo possibile.
Questo lavoro, che si compone di un libretto e un CD audio, vuole essere un omaggio alla memoria di Uccio Aloisi, una delle personalità più emblematiche della cultura popolare salentina. Riflessioni e ricordi di chi a vario titolo ha conosciuto e frequentato Uccio s’intrecciano e tessono il profilo umano e artistico del grande cantore, del maestro senza cattedra, “l’ultimo depositario di un alfabeto popolare fatto di tamburelli e canti d’amore, che ha messo a disposizione la sua sapienza, per accompagnarci qui, sotto il palco aperto di un Salento postmoderno” (Milena Magnani). Contadino, cavatore d’argilla, bracciante, Uccio ha già 50 anni quando la ricerca etnomusicologica si accorge di lui: è del 1978 la prima incisione di quattro brani eseguiti a Cutrofiano da Uccio Aloisi e dal suo compagno di canto Uccio Bandello: di quest’ultimo colpiva la potenza della voce, di Aloisi la straordinaria abilità nell’usarla come strumento musicale. Il CD allegato al libro è un saggio delle capacità espressive canore e poetiche di Uccio Aloisi che a giusta ragione ne hanno fatto un “albero di canto” e di cultura: la sua voce era avvolgente e rimarcava tutti i canoni della tradizione musicale salentina. Ascoltando la sua voce spiegata e aperta si poteva godere la musica scorrere per immagini. Il CD contiene 7 brani, tutti registrati dal vivo, che spaziano dalle arie tipicamente tradizionali salentine ad arie e melodie nazional-popolari e infine 3 tracce di una lunga intervista in cui Uccio si racconta e ci consegna attraverso la sua vicenda umana un affresco di storia e cultura del Salento.

mercoledì 14 settembre 2011

16/17/18 settembre Roma, Sede nazionale Archivio centrale via dell’Arco di Parma, 15

COMUNICATO STAMPA
Nell’ambito di
Scuola politica UDI 2011 sesta edizione
16/17/18 settembre
Roma, Sede nazionale Archivio centrale
via dell’Arco di Parma, 15
Loredana De Vitis sarà presente
con la narrazione in mostra intitolata
“IO SONO BELLISSIMA”
La scrittrice e giornalista Loredana De Vitis sarà presente a Roma, dal 16 al 18 settembre prossimi, nell’ambito della “Scuola politica UDI 2011”. La storica associazione Unione Donne in Italia ha organizzato una tre giorni di testimonianze e dibattiti, tra materiali di archivio e esperienze sul campo, per parlare di un periodo della storia collettiva delle donne – tra gli anni ‘70 e ‘80 – che produce sentimenti contrastanti, sia in chi l’ha vissuto come in chi non l’ha conosciuto, oscillando sempre tra mitologia e realtà. La scuola, giunta alla sesta edizione, parlerà infatti del tema “Dirsi femminista tra mitologia e realtà”.
In questa occasione Loredana De Vitis sarà presente con la sua “narrazione in mostra” dal titolo “Io sono bellissima”. “Io sono bellissima” intende porre lo spettatore/lettore faccia a faccia con i paradossi della comunicazione e della valutazione estetica del corpo femminile all’interno della società contemporanea.
Una serie di pannelli fotografici di grande dimensione realizzati con la tecnica del collage digitale presentano il concept attraverso considerazioni narrative, filosofiche e estetiche, con l’ironia e il sarcasmo propri dello stile della De Vitis che, per questo lavoro inedito, ha scelto di rivolgere le sue riflessioni sul corpo femminile a partire dal proprio corpo. Viene operata così un’identificazione tra autrice e opera che sollecita un personale confronto, innanzitutto delle donne, con tematiche urgenti quali la considerazione della donna nella nostra società e l’estetica di massa, con un tono sempre giocoso e vivace. Gli sviluppi del progetto potranno essere seguiti sul sito internet www.iosonobellissima.it.
 Un percorso affascinante che verrà presentato in prima nazionale a Roma, dal 16 al 18 settembre 2011. Interessante anche la forma di finanziamento lanciata da Loredana De Vitis, un’azione di “crowd funding”, ovvero sia un processo di finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse al fine di sostenere eventi o azioni di tipo non solo culturale. Grazie a questa iniziativa Loredana De Vitis è riuscita a raccogliere i fondi necessari per la realizzazione materiale e organizzativa del progetto, mettendo in compartecipazione (e conoscenza ‘in progress') tutti coloro che, anche con piccole somme, hanno reso possibile questo vero e proprio ’viaggio’ nelle aporie dell’immagine contemporanea del corpo femminile.
“Io sono bellissima” si trasforma così in una mostra narrativa, in un’opera dal taglio anche politico: è stato realizzato, ad esempio, anche un adesivo, che simboleggia la fierezza femminile del poter dire “io sono bellissima”, al di sopra, al di là e oltre tutti gli sguardi viziati dalle deformazioni dell’estetica. L’appuntamento con “Io sono bellissima”, quindi, è a Roma dal 16 al 18 settembre e prosegue, sul web e in tutta Italia.
Info: iosonobellissima@loredanadevitis.it
www.iosonobellissima.it


Trio acustico (due chitarre con harmonica, violino e voci)

Domenica 18 settembre 2011,
 dalle ore 12 circa fino alle ore 14 circa (indicativamente verso orario pranzo),
 'The Zuma Beach Band' in Concerto,
 presso l'Agriturismo Al Ranch di Budoia (PN),
 in Via Pedemontana Occidentale, n. 40.

Trio acustico (due chitarre con harmonica, violino e voci),
 cover West Coast - Country - Southern - Folk - Soft - Classic Rock
 (Neil Young, America, Creedence Clearwater Revival, John Denver, The Allman Brothers, Eagles, Bob Dylan).

- Gianluca 'Gian' Mancuso: chitarra ritmica accompagnamento e voce;

- Roberto 'Mr. Roby' Pozzobon: chitarra ritmica solista, harmonica e voce;

- e Sebastiano 'Seba' Bruno Luigi Bazzicchetto: al violino.

lunedì 12 settembre 2011

Francia: esplode forno in un sito nucleare “Non ci sono fughe radioattive”



Scoppia un forno nello stabilimento che produce combustibile nucleare a Marcoule, vicino Nimes. Un morto e quattro feriti. Il sito si trova a circa 242 chilometri da Ventimiglia, a 257 da Torino e a 342 da Genova. Un portavoce della Cea, il commissariato per l’energia atomica, precisa: "Nessuna fuoriuscita radioattiva si è verificata al momento".
La Francia ha temuto oggi l’allarme nucleare. C’è stata questa mattina un’esplosione nel sito nucleare di Marcoule, poco distante da Nimes. Un uomo è morto e 4 sono i feriti. La polizia francese ha fatto sapere che non c’è rischio di contaminazione. Un portavoce della Cea, il commissariato per l’energia atomica, precisa che: “Nessuna fuoriuscita radioattiva si è verificata al momento a seguito dell’incidente nel sito francese di Marcoule”. Fino a quando nel pomeriggoio è arrivata la rassicurazione da parte dell’Agenzia francese per la Sicurezza del Nucleare (Asn): “L’incidente causato da un’esplosione in un sito nucleare nel sud-est della Francia è chiuso”. “Questo incidente non implica rischio radiologico, né – continua la nota – necessità di protezione per la popolazione”.

L’impianto di Marcoule è utilizzato per il trattamento di scorie, ma non sono presenti reattori. Wikipedia riporta come a “Marcoule furono costruiti i reattori nucleari a uso militare per le ricerche destinate alla costruzione della bomba atomica francese”.

Nello stabilimento (una filiale di Edf), viene prodotto il Mox, un combustibile nucleare che contiene uranio miscelato a plutonio proveniente dalle armi atomiche. Il sito di Marcoule si trova a 242 km in linea d’aria da Ventimiglia, 257 da Torino, 342 da Genova.

La Protezione civile italiana sta comunque monitorando quelli che possono essere gli eventuali rischi per il nostro Paese. Impegnati, insieme alla Protezione Civile, anche l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e i vigili del fuoco. Il capo della Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli, precisa che “nella malaugurata circostanza che si possano verificare fughe radioattive, sarebbero comunque ridotte, perché – continua – non fuoriuscite dal reattore della centrale”. I vigili del fuoco hanno una rete di rilevamento della radioattività attiva sul territorio nazionale, pronta a segnalare anomalie.

Intanto Cecile Duflot, leader del partito ambientalista francese Europe Ecologie-Les Verts, chiede al governo di Parigi “la più grande trasparenza, in tempo reale, sulla situazione e le conseguenze ambientali e sanitarie”. Inoltre i verdi transalpini denunciano che l’area dell’incidente al deposito di Marcoule risulta “offuscata” su Google Earth così come accade per i “siti militari”.

da Il Fatto Quotidiano

sabato 10 settembre 2011

L’Anello inutile di Maria Pia Romano (BESA EDITRICE

Pugliaswiss nell’ambito di “Un ponte tra la Puglia e la Svizzera”

presenta


L’Anello inutile di Maria Pia Romano (BESA EDITRICE)

Hotel Stazione, Piazzale Stazione, Mendrisio (Canton Ticino, Svizzera)

10 settembre 2011 ore 15,00

Interviene Orazio Venuti, Direttore di Pugliaswiss.


L'Associazione  Pugliaswiss, nell’ambito della rassegna "Un Ponte tra la Puglia e la Svizzera", che si tiene a Mendrisio, parteciperà, promuovendo il Salento, alla prossima edizione del Festival Svizzero della Formazione Continua, con un appuntamento targato Besa editrice.in programma sabato 10 settembre 2011 a Mendrisio, nel Canton Ticino, in Svizzera. Alle ore 15,00 presso l'Hotel Stazione in  Piazzale Stazione sarà presentato "L'anello inutile" (Besa editrice), di Maria Pia Romano, romanzo che continua ad incontrare il favore di pubblico e di critica. Interviene Orazio Venuti, Direttore di Pugliaswiss. L'anello inutile è tra i tre libri consigliati da Il Sole 24 Ore del 21 agosto scorso, insieme agli ultimi lavori della Murgia e della Tamaro.


Il Salento prende alla gola. E ti sa rubare l’anima. Luogo troppo selvatico per lasciarsi conquistare. Anche la sua gente è così. Qui le tarantate dicevano di sentire la noia all’inizio del male. Gli uomini andavano a fare l’olio nelle viscere della terra, incitando gli animali a spingere la ruota e stordendosi con l’oppio per non sentire la fatica. Nelle campagne che s’incontrano andando dalle Orte verso il faro della Palascia, la terra è rossa. Ci si può perdere, inseguendo il filo rosso che qui lega la terra, il cielo e l’acqua. Un sottile scoloramento di memorie adriatiche. Un annebbiamento
dei sensi. Un capogiro. Cosa rimane quando non si ha più niente da perdere?

Maria Pia Romano è nata a Benevento nel 1976, è iscritta all’Albo dei giornalisti dal 2000. Scrive per alcune testate regionali e nazionali e inoltre si occupa di comunicazione pubblica, uffici stampa e organizzazione di eventi. Ha all’attivo quattro raccolte di poesie, Linfa (LiberArs, 1998), L’estraneo (Manni, 2005), Il funambolo sull’erba blu, (Besa 2008) e La settima stella (Besa 2008) e il romanzo Onde di Follia (Besa 2006).


Di seguito riportiamo alcuni commenti apparsi sui quotidiani e siti internet:

Antonio Errico, Nuovo Quotidiano di Puglia: "Se dovessi rintracciare delle coordinate per questa narrazione, le individuerei in Seta di Alessandro Baricco e Neve di Maxence Fermine: soprattutto per l'evanescenza delle atmosfere, per quel continuo slittamento da sensazione a sensazione, da impressione a impressione, per quell'accentuazione delle emozioni, e poi anche per la rarefazione lessicale che in qualche tratto diventa vaporosa...”

Maria Rosaria Chirulli, Il Paese Nuovo: “L’anello inutile va centellinato, come si fa con le grappe preziose, quelle da collezione, che si bevono nelle occasioni speciali a suggellare momenti importanti, irripetibili…”

Daniela Pastore, Gazzetta del Mezzogiorno: “Poesia che incontra gli elementi della natura, parole che pesano come un bilancino granelli infinitesimi di verità, immagini pennellate come acquerelli. È un caleidoscopio di paesaggi, forme geometriche, viaggi, labirinti, memorie…”

Augusto Benemeglio, Espresso Sud: “L’anello inutile è un libro godibilissimo, si legge d’un fiato, perché è scritto in modo agile, raffinato, elegante, di gran classe , con un linguaggio altamente lirico, ma anche concreto…”

Rosetta Serra, QuiSalento: “Si legano i fili di un brioso aquilone, si incontrano le note di un pentagramma, ma in un concerto di stupore, si fondono terre rosse tra pieghe estreme di accanite latitudini.”

Jenny De Cicco, OtrantoOggi: “ L’anello inutile” non è un romanzo: è una poesia , una dedica, una preghiera. Non è scrittura è arte, una pittura rupestre su carta.”